SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026: fino al 30% a fondo perduto per le PMI colpite dalla crisi nel Golfo

Le imprese italiane che investono in digitalizzazione, innovazione, sostenibilità e competitività internazionale possono accedere a importanti opportunità di finanza agevolata attraverso SIMEST.

Nel 2026 la misura Transizione Digitale ed Ecologica è stata ulteriormente rafforzata per sostenere le imprese che hanno subito gli effetti della crisi nell'area del Golfo Persico, in particolare a causa dell'aumento dei costi energetici e della riduzione del fatturato.

Per le PMI che possiedono i requisiti previsti, il contributo a fondo perduto può arrivare fino al 30% dell'importo finanziato.

La possibilità di accedere a questa maggiorazione è prevista per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026.

SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica: come funziona

La misura SIMEST combina:

  • un finanziamento agevolato;
  • una quota di contributo a fondo perduto;
  • la possibilità di finanziare investimenti in digitalizzazione e transizione ecologica;
  • la possibilità, in determinate condizioni, di destinare una parte significativa delle risorse al rafforzamento patrimoniale dell'impresa.

Per le imprese colpite dalla crisi nell'area del Golfo Persico, le condizioni sono state rafforzate.

In particolare, per le PMI il contributo a fondo perduto può arrivare fino al 30%, mentre per le altre imprese può arrivare fino al 20%.

Il vantaggio principale: fino al 30% a fondo perduto

La novità più interessante riguarda proprio la quota a fondo perduto.

Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026, le imprese colpite dal conflitto nell'area del Golfo Persico possono accedere a:

  • fino al 20% a fondo perduto;
  • fino al 30% per le PMI;
  • finanziamento agevolato per la restante parte;
  • possibilità di ottenere un'anticipazione fino al 50%;
  • durata del finanziamento estendibile fino a 8 anni, compresi 2 anni di preammortamento.

Si tratta quindi di uno strumento particolarmente interessante per le imprese che devono affrontare contemporaneamente investimenti e tensioni sulla liquidità.

Chi può accedere alla misura rafforzata?

La misura è rivolta alle imprese con vocazione internazionale e, in particolare, alle PMI.

Per accedere alla specifica agevolazione legata alla crisi del Golfo, l'impresa deve dimostrare di essere stata effettivamente impattata dalla situazione economica e geopolitica.

Sono previste due condizioni alternative.

1. Aumento dei costi energetici

L'impresa deve aver registrato un incremento dei costi medi unitari energetici di almeno il 10% nel 2026 rispetto al 2025.

Il confronto viene effettuato considerando il periodo dal 1° gennaio 2026 fino a uno o due mesi antecedenti la presentazione della domanda, confrontandolo con il medesimo periodo del 2025.

2. Riduzione del fatturato

In alternativa, l'impresa deve aver registrato una riduzione del fatturato di almeno il 10%, riconducibile agli effetti del conflitto nell'area del Golfo Persico.

Anche in questo caso il confronto viene effettuato tra il periodo del 2026 e il corrispondente periodo del 2025.

Attenzione: la verifica di questi requisiti deve essere supportata dall'asseverazione di un soggetto iscritto al Registro dei Revisori Legali tenuto dal MEF, secondo il format previsto dalla documentazione SIMEST.

Quali investimenti possono essere finanziati?

La misura Transizione Digitale ed Ecologica permette di finanziare un programma di investimenti della durata di 24 mesi.

Tra le spese ammissibili rientrano, in particolare:

  • acquisto di macchinari e beni strumentali nuovi;
  • beni ricondizionati o usati, nei casi previsti;
  • investimenti in tecnologie digitali;
  • macchinari e tecnologie 4.0;
  • interventi di efficientamento energetico;
  • impianti e tecnologie per il risparmio energetico;
  • servizi specialistici;
  • altre spese funzionali al programma di investimento.

Almeno il 50% dell'importo dell'intervento agevolativo deve essere destinato agli investimenti in Transizione Digitale e/o Ecologica. La restante parte può essere destinata, nei limiti previsti dalla misura, al rafforzamento patrimoniale.

Rafforzamento patrimoniale: una caratteristica particolarmente interessante

Uno degli aspetti più interessanti della misura SIMEST è la possibilità, per le imprese che rientrano nelle categorie agevolate, di destinare una quota elevata del finanziamento al rafforzamento patrimoniale.

Per le imprese colpite dal conflitto nell'area del Golfo Persico, tale quota può arrivare fino al 90% dell'importo deliberato.

È inoltre possibile destinare una parte delle risorse all'incremento del capitale sociale e/o al finanziamento soci delle società direttamente controllate, anche estere, entro i limiti previsti dalla misura.

Quanto si può finanziare?

L'importo massimo finanziabile è determinato sulla base del minore tra:

  • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci;
  • € 500.000 per le microimprese;
  • € 2.500.000 per PMI e PMI innovative;
  • € 5.000.000 per le altre imprese.

L'importo minimo finanziabile è pari a € 10.000.

L'importo effettivamente ottenibile deve inoltre essere verificato in relazione al plafond de minimis disponibile per l'impresa.

Un esempio pratico

Supponiamo che una PMI presenti un programma di investimento SIMEST di € 500.000 e possieda tutti i requisiti per accedere alla maggiorazione del fondo perduto del 30%.

In via puramente esemplificativa:

  Importo
Programma finanziato € 500.000
Fondo perduto 30% € 150.000
Finanziamento agevolato € 350.000

Il vantaggio consiste quindi nella possibilità di realizzare un programma da € 500.000 ottenendo fino a € 150.000 di contributo a fondo perduto, mentre la restante parte viene finanziata attraverso il finanziamento agevolato SIMEST.

L'effettivo importo ottenibile deve naturalmente essere verificato sulla base dei requisiti dell'impresa, del plafond disponibile e dell'istruttoria SIMEST.

Finanziamento agevolato e liquidità

Oltre al contributo a fondo perduto, la misura offre un finanziamento a condizioni agevolate.

Per le imprese colpite dalla crisi del Golfo la durata può arrivare a 8 anni, di cui 2 di preammortamento.

È inoltre prevista la possibilità di ottenere un'anticipazione fino al 50% dell'importo complessivo, aumentando quindi la liquidità disponibile nelle prime fasi del progetto.

A chi può interessare maggiormente?

La misura può essere particolarmente interessante per le PMI che:

  • esportano direttamente;
  • operano all'interno di filiere orientate all'export;
  • hanno registrato un aumento significativo dei costi energetici;
  • hanno subito una riduzione del fatturato;
  • devono effettuare investimenti in macchinari o tecnologie;
  • vogliono investire nella digitalizzazione;
  • stanno realizzando interventi di efficientamento energetico;
  • hanno bisogno di rafforzare la propria struttura finanziaria e patrimoniale.

La misura è infatti pensata non solo per finanziare un singolo acquisto, ma per sostenere la competitività internazionale e la solidità dell'impresa.

Perché valutare la misura entro il 2026?

Il 30% a fondo perduto per le PMI rappresenta un'agevolazione particolarmente significativa.

La maggiorazione legata alle imprese colpite dalla crisi nell'area del Golfo è prevista per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026.

Per questo motivo, per le imprese che possiedono i requisiti è importante verificare tempestivamente la possibilità di accedere alla misura, anche considerando i tempi necessari per predisporre la documentazione e l'eventuale asseverazione richiesta.

Labeconomics: analizziamo la convenienza dell'operazione

L'accesso a un finanziamento SIMEST non deve essere valutato soltanto sulla percentuale di contributo a fondo perduto.

È importante analizzare l'intero progetto:

  • importo dell'investimento;
  • spese ammissibili;
  • quota di fondo perduto;
  • finanziamento agevolato;
  • durata e piano di rimborso;
  • situazione finanziaria dell'impresa;
  • plafond de minimis disponibile;
  • requisiti legati all'export;
  • eventuale aumento dei costi energetici;
  • eventuale riduzione del fatturato;
  • documentazione necessaria per dimostrare l'impatto della crisi.

Labeconomics affianca le imprese nella verifica dei requisiti, nella valutazione della convenienza dell'operazione e nella predisposizione della domanda SIMEST.

Se la tua azienda ha subito un aumento dei costi energetici o una riduzione del fatturato nel 2026 e sta programmando investimenti in digitalizzazione, macchinari, sostenibilità o internazionalizzazione, possiamo verificare se esistono le condizioni per accedere al fondo perduto fino al 30%.